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lunedì 28 luglio 2008

Sono ancora vivo! E pronto per il Tour de France VTT...


Ciao a tutti!

E' da tantissimo che non mi faccio sentire... probabilmente qualcuno si sarà chiesto il perchè (anzi in molti me l'hanno chiesto), ma purtroppo sono stati dei mesi tiratissimi con pochissimo tempo a disposizione. Anche per questa settimana è lo stesso... ma mi prendo qualche minuto per salutarvi e per fare un riassuntino.

Sorvolerei sulle mie prestazioni in gara... dal momento che sono state molto poco soddisfacenti, anche se ho potuto correre su tantissimi percorsi nuovi e spettacolari. Poi che spettacolo il campionato del mondo... mi sono divertito un sacco!!! Inoltre sono anche stato una settimana nella bellissima città di Oviedo, in Spagna (a cui si riferisce la foto), ma ovviamente senza bici.

Il poco tempo da destinare al blog ovviamente ha significato anche tempo zero per l'allenamento, ma ora mi sto sforzando di fare qualcosina.

Infatti, settimana prossima partirò alla volta della Francia, per partecipare di nuovo all'Hexagonal, il Tour de France in mtb. L'anno scorso fu un'esperienza quasi "traumatica": tappe lunghe, dure, lunghissimi trasferimenti... quest'anno invece è un po' più easy col fatto che ci sono le Olimpiadi e vi andranno in molti (tra cui Absalon e Sauser), alla faccia di coloro che dicono che il livello è basso.

Saranno cinque tappe, si parte il 7 Agosto da Vittel con una cronometro di 6 km e poi il giorno seguente con un cross country di più di 50 km sullo stesso tracciato. Poi giorno di riposo, e ci si porta verso Parigi per la spettacolare crono di Montmartre, domenica. Lunedì e Martedì due cross country abbastanza lunghetti ma non dovrebbero essere impegnativi. Ci sarà da divertirsi...

Per quanto riguarda i compagni di avventura, il gruppo è leggermente diverso dall'anno scorso... in pratica saremo due squadre (anzi squadroni!) con:

Team 1:
Io
Gianluca Longoni
Pippo Lamastra
Alessio Zamuner

Team 2:
Loris Tursi
Mauro Tursi
Massimo Ghisoni
Luca Alladio

Seguiranno aggiornamenti...

A risentirci!

lunedì 10 marzo 2008

Gran Canaria - otto giorni di pedalate al sole

Giorno #1 – La mia bici si ferma a Linate
Poco più di un mesetto fa, quando ho prenotato il volo per Las Palmas, mi era stato detto 100 euro per il trasporto della bici, andata e ritorno. Prezzo in linea con le altre volte, sapevo che sarebbe stato attorno a quella cifra, ad esempio con Swiss Air costa 30 Euro. Sabato sera, quindi, grandi lavori di sistemazione ed imballamento… mentre alle cinque di domenica 2 Marzo suona la sveglia, è ora di partire! Mi reco quindi all’aeroporto di Linate, e dopo il check-in, a pagare la bici. La cifra è di 244 euro, l’impiegata stizzita dice che è colpa mia (ma per che cosa?!?), voglio pensare che siano le 6 di mattina anche per lei… ma dice che non c’è altra soluzione. Ok, pazienza… mi va bene lo stesso. Pago, mi dà la carta di imbarco per la bike, noto che però è solo per il viaggio di andata. “Il ritorno? Deve rifare la stessa procedura quando riparte”. Quindi io “Questo significa che 244 Euro è SOLO PER L’ANDATA?!?”, risposta: “Sì io gliel’avevo specificato” (ma quando?…forse in un sogno?). La bici, quindi, per 488 euro andata/ritorno, rimane a casa: ne prenderò una a noleggio una volta arrivato, e straccio la ricevuta. Il viaggio fino a Madrid scorre liscio, arriviamo addirittura con qualche minuto di anticipo. Non fa caldissimo, ma posso quantomeno togliermi la giacca. Circumnavigazione dell’aeroporto per prendere la coincidenza (ma non sono di fretta), una seconda colazione e via. Il viaggio verso Las Palmas sarà interminabile, o così mi sembra… fortunatamente ogni tanto mi addormento. L’impatto con l’isola di Gran Canaria, vista dall’oblò dell’aereo, è strano. C’è poca vegetazione, è un’isola vulcanica, ma i centri abitati sembrano essere ben sviluppati. Fuori dall’aeroporto mi attende il bus che mi porterà fino all’hotel a Maspalomas, anzi per la precisione a San Augustin, che dista una ventina di minuti. Qui la differenza di temperatura è notevole… pensavo ci fosse clima primaverile ma a quanto pare è estate piena. La mia camera è costituita da due stanze separate ed un bagno, con un terrazzo con vista mare. Mi dicono che da domani la condividerò con una ragazza, anche se non so chi sarà. Ho quindi occasione di conoscere le persone che stanno dietro a questa gara-training camp, come Petra e Jessica, dopo di che una passeggiatina al mare è d’obbligo. C’è qualche nuvola, il mare è agitato e non ispira molto la voglia di tuffarsi… rientro quindi per cenare. La cena a buffet è a dir poco esagerata, c’è ogni tipo di cibaria proveniente da tutto il mondo… e ne approfitto. Vado a letto poco dopo, domani mattina appuntamento alle 10 per la prima pedalata.

Giorno #2 – Cinque ore per sgranchirsi le gambe
Puntuale, dopo un’abbondante colazione, mi presento al ritrovo nella piazzetta dell’hotel per la prima giornata di allenamento. La mia bici è una Rocket biammortizzata, dal peso stimato attorno ai 15 km e di una taglia più piccola, ma non mi lamento… aggiusto le misure per quel che si può e salgo in sella. Posso subito vedere da chi sarà composto il gruppetto, siamo una dozzina ma sono quasi tutti tedeschi. Faccio conoscenza anche con uno degli accompagnatori, Steffen, che però mi dice che lui seguirà il gruppo dei più lenti… mentre Susan, la sua ragazza, verrà con noi “veloci”. Confesso di essermi un po’ stupito di questa cosa… ma poco dopo arriva anche lei, è una ragazza forte che corre come elite. Con un’oretta circa di ritardo si parte, destinazione i primi km di gara. Arrivati al Palmitos Park, sede della logistica della gara, ci si divide in due gruppi, in base al proprio livello. Noi “forti” siamo in cinque, io, la suddetta Susan e tre altri tedeschi. Si parte in salita, per diversi km, e su asfalto. Giunti a metà salita (ma ovviamente nessuno conosceva il tracciato) è un teutonico a mettersi davanti a fare il ritmo, con un passo piuttosto sostenuto. Guardo cosa fanno gli altri… lo lasciano andare, ma dopo 1 km circa lo vado a riprendere e scollineremo insieme. Gli altri comunque giungono al massimo ad un minuto di distacco. Discesa su asfalto, ed al termine ritroviamo il gruppo dei meno veloci. Proseguiamo, ora si comincia a salire su sterrato e le pendenze sono abbastanza elevate. Al termine non c’è subito discesa vera, ma una serie di saliscendi abbastanza impegnativi, e poi picchiata verso il traguardo, con l’ultimo tratto in falsopiano sul greto di un torrente. Ritorniamo sull’asfalto, e da lì all’hotel, con 3 ore di allenamento effettive (senza contare le pause). La ragazza ci dice che, se vogliamo, possiamo seguirla e tornare indietro verso il gruppo dei “lenti”. Gli altri decidono di fermarsi, io però non ho nulla da fare in hotel… e sono lì per pedalare… quindi decido di andare con lei. Entra in hotel e riempie la borraccia, mentre io l’ho quasi finita ma per andare in contro agli altri dovrebbe bastare. Appena partiamo, però, mi dice che lei deve allungare per fare cinque ore… è anche tentata di rifare lo stesso giro che abbiamo appena fatto… ma poi protende per un altro tragitto. Ok va bene, anche se probabilmente morirò di sete. Appena entriamo nello sterrato lo vedo. Una apparizione sfuggente, ma ben definita… un Lagarto Gigante che attraversa la strada! E’ lungo più di 50 cm, di colore nerastro e rosa… ma Susan non sembra apprezzare quanto me la visione. Troviamo gli altri, e proseguiamo facendo in salita l’ultima discesa del giro precedente… poi ancora in salita su sterrati, e sbuchiamo sull’asfalto. Ovviamente la mia acqua è già finita… ma tengo duro. Ancora 4 km di salita, su asfalto ed allo scollinamento la ragazza mi offre ciò che rimane di una delle sue borracce… è celestiale bere quando si ha sete. Velocissimo discesone su asfalto, e poi si ritorna in hotel. Cinque ore di pedalata e 90 km, non male come primo giorno! Dopo cena un breve briefing ci illustra i programmi dei giorni seguenti, per ora sono ancora da solo in stanza e a questo punto credo che non arriverà nessuno, quindi vado a letto. Invece, nel cuore della notte, sento dei rumori che sembrano provenire dall'aldilà: qualcuno sta aprendo la porta. Mi alzo e vado a vedere, trovo Jessica che mi presenta la mia coinquilina… Sandra Klomp. La conosco già, so che è simpaticissima quindi non c’è bisogno di presentazioni… e si torna a letto.

Giorno #3 - Oh cavolo il percorso è davvero duro!
Terzo giorno alle Canarie, il sole è sempre più cocente ed io comincio ad avere le braccia e le gambe bruciacchiate… ma si pedala di nuovo. E di nuovo la partenza è un po’ in ritardo, ci sono alcuni problemi alle nostre bici e ci tocca “inseguire” il gruppo, trasportati in macchina. Li raggiungiamo e si comincia. Oggi niente suddivisione, il gruppo è unico e siamo una quindicina. Abbastanza ben assortito, e ritrovo alcuni corridori del giorno precedente. Cominciamo in salita, diversi km, fino allo scollinamento ad una quota non ben precisata ma piuttosto elevata… a giudicare dal panorama. Discesa su asfalto fino ad un paesino, dove ci possiamo rifornire di acqua e barrette, dopo di che si entra nello sterrato per percorrere una parte di gara. Una bellissima cementata, seguita da single track, porta verso l’asfalto… e poi diversi saliscendi. Nella seconda parte del nostro tour, ci sono le salite più lunghe… davvero interminabili, spesso su asfalto ma mai molto ripide. La mia bici è davvero pesante... Si comincia a fare un po’ di conoscenza con i nostri compagni di sventura… non sono forse socievoli come noi italiani, ma si sta bene in gruppo. Come Markus, Theresia, il tizio che mangia sempre, quello che non ride mai... etc etc, persone davvero divertenti. Finalmente si torna a scendere, e via verso l’hotel… per quest’oggi circa 4 ore di pedalate, non male. Alla sera solito briefing, in cui vengono proiettate foto e filmati della gara di Fuerteventura, che si disputerà a fine Ottobre.

Giorno #4 - …oggi le ore di pedalata sono sette…
Di nuovo si parte per l'allenamento, alle 10.30 circa. Devo dire che, se volevo allenarmi sulla distanza, ci sto riuscendo molto bene poichè in due giorni ho già fatto nove ore, che sono più di quelle che faccio in una settimana. La compagnia è un poco diversa, c'è qualche new entry e qualche irriducibile (come me) del terzo giorno. Si parte in direzione nordest, verso Las Palmas quindi, su stradoni che corrono paralleli alla costa. Dopo una ventina di km si svolta a sinistra, e da lì sarà salita, per una ventina di km. Difatti alle Canarie, o quantomeno nell'isola in cui sono stato io, si passa rapidamente dal livello del mare a cime molto alte, fino a toccare quasi i duemila metri. La strada da percorrere è verso Santa Lucia, dopo qualche km ci troviamo in testa io ed un tedesco, credo sia un triatleta. Mi sembra quasi di essere sullo Stelvio, se non fosse per il mare in lontananza... la salita è davvero interminabile. In cima spiana un pochino, e ci fermiamo ad attendere gli altri, nei pressi di un punto panoramico che dà su di un precipizio, uno dei cosiddetti "barranco". Ricostituito il gruppetto arriviamo a Santa Lucia, dove si fa rifornimento in piccolo market. Una Coca-Cola ed un Lion 1.60 Euro... direi che i prezzi sono parecchio contenuti. Ci rimettiamo in marcia, dapprima in discesa dove i ragazzi che ci accompagnano cominciano a segnare il percorso. Si arriva nel fondovalle, sono le ore più calde della giornata e si sente... la temperatura è soffocante. Si comincia a salire, è una cementata ripidissima a tornanti, penso che la pendenza sia superiore al 20%. In cima non c'è discesa, ma un saliscendi "più sali che scendi", oserei dire. Sbuchiamo sull'asfalto, un paio di km ancora di salita e torniamo a San Bartolomeo, dove ci siamo fermati anche il giorno precedente, per il secondo rifornimento. Ora ci sono due possibilità. Sono le 16, si può tornare verso il traguardo su asfalto, e ciò comporta 3 km di salita, una lunga discesa, poi ancora 4 km di salita e poi picchiata verso Maspalomas, oppure farsi 2 km di salita su asfalto, discesa, e immettersi nello sterrato che rappresenta il finale della gara. Io, Sandra ed uno degli accompagnatori (molto forte, fa le Iron Bike) siamo per lo sterrato, mentre gli altri propendono per l'asfalto, si decide quindi di dividerci. Affrontiamo quindi la salita, e poi la discesa entrando nello sterrato. Il nostro accompagnatore ci mostra la strada che dovremo raggiungere: è a circa 100 metri di quota sopra di noi, a mezzacosta, e l'unico modo di raggiungerla è mettere la bici in spalla e scavalcare le rocce. Dopo circa venti minuti e... poche centinaia di metri percorse, decidiamo di tornare indietro e rincasare anche noi dall'asfalto. C'è sempre la salita di 4 km da fare... sono stanco, oramai abbiamo fatto sei ore ma riesco a scollinare per primo: la gamba è direi molto buona. Torniamo in hotel esausti, il briefing di stasera prevede la proiezione di foto di una gara a tappe in Germania.

Giorno #5 – una sgambatina sulla costa sudoccidentale di Gran Canaria
La gara si avvicina, mancano solo due giorni... la mia idea quindi, dopo tre giorni in cui ho totalizzato 16 ore di allenamento, è quella di fare 1h30 oggi e 1h30 domani. Non ci sono tour organizzati, e con Sandra decidiamo di andare verso la costa sudoccidentale. Dicono che la strada è bella, e panoramica. Cominciamo a pedalare, ci siamo dati come obiettivo la località di Puerto Rico che dista ad occhio 25 km. La strada è tutta un saliscendi verso la costa e poi più in su, sembra un po' la costiera amalfitana. Qui ci sono poche case, anche perchè la costa è molto impervia, sembra essere una zona selvaggia. Giungiamo tuttavia a Puerto Rico, dopo un'oretta, che è costituito praticamente solo da hotel, bianchissimi, sulle pendici dei versanti: sono davvero un pugno nell'occhio. Scendiamo a vedere la sua spiaggia, affollatissima... io sarei per tornare a casa ma Sandra preferisce andare verso Mogàn... che dista altri 20 km. Ok, va bene anche per me... e continuiamo. Usciamo sempre di più dalle zone turistiche, la strada però è sfiancante a causa di tutti i saliscendi... arriviamo poco prima di Mogàn, quando decidiamo di tornare. Il viaggio di ritorno sarà durissimo: il vento ci spira contro, è fortissimo tanto che gira il manubrio... ma finalmente arriviamo all'hotel, abbiamo fatto un'ottantina di km e tre ore. Il pomeriggio, dopo un degno pasto sempre all'eccezionale buffet dell'hotel, è dedicato alla piscina... un vero toccasana, l'acqua è caldissima. Per questa sera, la presentazione è dedicata ad una gara in Polonia, sembra davvero bella... ma dura.

Giorno #6 – Insegnamo ai bimbi “canarini” ad andare in bici
Manca solo un giorno alla gara. Sono convinto di poter fare bene... la gamba mi sembra buona. Il programma di oggi prevede una doppia pedalata: al mattino giretto "serio", raggiungerò Sandra che è al Palmitos Park, distante circa 6 km, che è là assieme ad altre ragazze per portare in giro dei bambini locali, poi al pomeriggio si dovrà ritornare nel medesimo posto per ritirare il pacco gara. Una volta in loco, vengono distribuite le bici ai bambini e si parte. Facciamo un paio di giri del parco, sulle piste ciclabili, dopo di che cominciano gli esercizi. Qualcuno è un po' più bravino, qualcuno meno, ma tutti si impegnano e si divertono un sacco. Ad esempio, quando qualcuno prende troppa velocità e noi esclamiamo "piano, piano!" loro scoppiano a ridere e ci rispondono "piano y guitarra!". Gli esercizi che proponiamo sono per l'utilizzo dei freni, ossia frenare prima con quello anteriore e poi con quello posteriore, poi lo slalom ad una mano sola, prendere la borraccia appoggiata su una panchina, saltare alcuni marciapiedi e così via. Devo dire che è stata una delle cose più belle in questi giorni di vacanza, mi sono divertito un sacco anche io. Di ritorno all'hotel ci si rituffa (letteralmente) in piscina, per passare alcune orette in completo relax. Non è finita, però, visto che bisogna andare a ritirare il pacco gara, logicamente in bici poichè è l'unico nostro mezzo di trasporto. Saranno cinque da ritirare, in due persone: il mio, quello di Sandra Klomp (che verrà con me), quello dell'altra nostra compagna Sandra, e quelli dei due austriaci Markus e Theresia, che ci hanno chiesto questo favore. Alle 18 siamo al parchetto, la coda dura una mezz'ora buona... poi finalmente si torna indietro, comincia anche a fare un po' freddino. Alla sera una buona birretta per brindare alla gara dell'indomani (qualcuno fa anche il bis), e si va a letto.

Giorno #7 – La gara… o meglio, il disastro
Alle 6.30 suona la sveglia, finalmente il giorno clou di questo training camp è arrivato. Senza eccessiva fretta ci si prepara e si fa colazione, io cerco di rimpinzarmi più possibile visto che la gara sarà di 90 km. Alle otto ci si ritrova col nostro solito gruppetto, ed in bici ci rechiamo alla partenza. Qualche giretto per riscaldamento e via in griglia. Viene dato il via, si percorrono le ciclabili del parco dietro macchina, veramente piano... roba che se la si facesse in Italia ci sarebbero morti e feriti ad ogni curva, panchina o scivolo. Si esce sull'asfalto, la velocità aumenta ma... ci fanno fermare. Verrà data lì la "vera partenza"... altra cosa che in Italia sarebbe pericoloso fare. Ci si divide in due scaglioni, ed al "Via!" c'è uno scatto di due o tre corridori. Neanche nel ciclocross ho visto partenze così fulminanti... e ci si butta dietro. I primi km sono su asfalto in leggera salita, con pochi strappi... ma con diversi zigzag nello sterrato causati da lavori in corso: ogni volta che si entra nello sterrato c'è una volata, e gli scatti continuano in rapida successione. Riesco a tenere il primo gruppo... siamo in circa 25, e sulla prima salita sono attorno alla quindicesima posizione. L'andatura però mi pare troppo sostenuta, quindi sia perchè non ce la faccio a tenerli, sia perchè non voglio sforzarmi più di tanto visto che sarà una gara lunga, li mollo. Perdo qualche posizione, ma in discesa rientro abbastanza facilmente su quelli che ho davanti. Si percorrono i primi saliscendi, passiamo il bivio per il percorso corto ma dopo pochi km mi sembra che la mia gomma posteriore non tenga più così bene. Devo fermarmi a controllare... ebbene sì, è buca. Ho una camera d'aria di riserva, le operazioni di sostituzione vanno abbastanza lisce... perdo circa 7-8 minuti. Riparto a tutta, di spazio per rimontare ce n'è e non è tutto perduto. Mi accorgo che in discesa rischio molto... sia per la mia incolumità (ho visto un muro a 5 cm dalla faccia), sia per la bici... e difatti buco ancora. Non ho più camere d'aria e non so dove sono. Provo a rigonfiare quella bucata prima, poichè si sgonfiava lentamente... ma la valvola è troppo grossa e non riesco. Passa dopo un po' un ragazzo italiano, che mi dà la sua camera d'aria (ancora lo ringrazio se è in ascolto!), ma non capisco quale sia il problema... non riesco a gonfiarla. Dopo circa un quarto d'ora trovo il sistema: smonto la pompa, metto i pezzi sulla valvola, e la rimonto... così funziona. Quando riparto ho perso minimo mezz'ora... ma la gara la voglio finire. Non sono più tanto convinto della rimonta, ma non mi perdo d'animo. Arrivo al ristoro, e mi fermo a mangiare... dopo di che riparto verso la parte più dura del tracciato. Ancora una discesa in pietraia, dove la bici prende dei sobbalzi allucinanti, ed in un tornante mi si incastra la catena tra l'11 ed il forcellino. Ovviamente non me ne accorgo, e alla prima pedalata la catena si storta. Decido di continuare, se riesco... per un paio di km in falsopiano ok, ce la faccio... ma quando attacco la salita al 20% mi è impossibile salire: la catena non sta in posizione, continua a saltare e a cadere. Non riesco proprio a pedalare. Purtroppo devo ritirarmi. Torno indietro, dove avevo visto un addetto al percorso. Gli chiedo quale sia la strada più breve, indicandogli una sterrata che mi pare vada in direzione giusta, ma mi risponde "di lì ci vogliono tre ore, se ci vai di sicuro ti perdi". Tornare indietro è lo stesso, e proseguire per il tracciato di gara uguale. Non so proprio cosa fare... mi dice che la cosa migliore è attendere con lui la fine della gara, che mi avrebbero dato un passaggio. Ma di stare lì per ore proprio non ne ho voglia... Arriva uno spagnolo che con una velocità incredibile salta giù dalla bici e mi ripara la catena (grazie anche a lui!). Mi dice che se voglio fare quella strada che dico io, in 20 km e 45 minuti sono al traguardo: ottimo!!! Mi immetto quindi per quella strada. Non c'è in giro anima viva, sulle mie braccia sono comparse delle bolle per il troppo sole e la catena è ancora un po' storta. Dopo più di mezz'ora esco sull'asfalto, beh dai penso che oramai manchino pochi km a Maspalomas. Breve strappetto in asfalto e... SPACK! La catena si rompe a metà. Non ho l'attrezzino. Non so dove sono. Non c'è in giro nessuno. Aiuto. Vado quindi verso il mare, fortunatamente la strada è in discesa... e arrivo praticamente all'aeroporto di Las Palmas. Purtroppo ora so benissimo dove sono, a 25 km dall'hotel... le imprecazioni verso lo spagnolo vengono naturali. Ma attenzione, in questa giornata sfortunata c'è una cosa positiva: ho il vento a favore! Percorro circa 4 o 5 km senza problemi, con la mia catena in mano... ma ben presto il vento finisce, così come la mia fortuna, e cominciano i saliscendi. Sono INTERMINABILI... i tratti in salita li devo fare a piedi, con le macchine che sullo stradone a quattro corsie mi sfrecciano di fianco. Sono sfinito psicologicamente... finalmente arrivo all'hotel, dove poco dopo arriva Sandra che ha terminato la gara. Non è finita: dopo la doccia devo riparare la bici per poter tornare al Palmitos Park... dove c'è il Paella-party e le premiazioni. Gli animi fortunatamente sono allegri, un po' meno il mio visto che non ho finito la gara... Che peccato, se avessi scelto il percorso corto forse avrei vinto l'assoluta... tra l'altro tra le donne avrebbe vinto Theresia (che la sera prima ha bevuto due birre... meditate gente sul potere della birra, che io vado decantando da anni), ma una ragazza partita nello scaglione per il lungo ha deciso di fare il corto ed è arrivata prima di lei, ed i giudici non l'hanno squalificata. Al ritorno ci fermiamo a vedere le famose "dune di Maspalomas"... e si rientra in hotel. E' la mia ultima sera, domattina ho appuntamento alle 4.40 davanti all'hotel per il taxi che mi porterà all'aeroporto. C'è organizzato un party, ma poco frequentato... vengono fatte vedere le foto della gara, si beve una consumazione ed all'una sono a letto (in realtà alle 00.30, ma in quel momento ho realizzato che non trovavo più le chiavi della valigia e ho dovuto disfare i bagagli).

Giorno #8 – Si torna a casa
Tre ore e venticinque minuti dopo suona la sveglia. In fretta mi preparo, prendo i bagagli ed esco dall'hotel. C'è il taxi che mi attende, nel viaggio verso l'aeroporto mi spiace lasciare questo posto con temperature sempre sopra i 30 (o anche 35) gradi, ed il sole tutto l'anno. Ancora maggiore diventa la nostalgia quando, da Madrid a Linate, il pilota annuncia che a Milano piove. Ah, è vero... esiste anche la pioggia.


Andrea B.

mercoledì 24 ottobre 2007

Abha Trophy - 24 ore all'inizio dell'avventura

Questa fredda pioggia autunnale mi fa desiderare ancora di più il deserto dell'Arabia Saudita, che potrò vedere tra due giorni. Domani pomeriggio l'aereo porterà me e Pippo Lamastra a Parigi, dove passeremo la notte ed il mattino seguente partiremo per l'Arabia Saudita. Subito qualche piccolo problema logistico, pare infatti che il nostro volo parta da Orly e non più da Charles Des Gaulles, in giornata dovrei avere la conferma o smentita. E' un problema perchè noi atterriamo proprio a Charles Des Gaulles, e lì vicino abbiamo l'hotel. Secondo problema: la valigia. Ancora non ho preparato nulla, ma nel pomeriggio vedrò di sistemare anche questa cosa... (stasera inoltre Marco Aurelio Fontana mi presterà la sua borsa porta-bici... lo ringrazio ancora!) non ho idea di cosa possa servirmi in un posto del genere, so solo che è secco... ma neanche troppo caldo. Difatti ci saranno circa 25-30 gradi come temperature massime, ma le minime scenderanno sotto i 10°C. A questo proposito, mi preoccupa un po' la notte che passeremo in tenda nel deserto... ed inoltre qualcosa mi dice che quel giorno non riuscirò ad aggiornare il blog!!! Per il resto, invece, essendo in hotel a 5 stelle (cliccate qui per vedere le foto: http://www.abhapalace.com.sa/) con connessione a internet prometto di aggiornare il più possibile con foto, commenti, filmati etc etc. Invito tutti a tenersi in contatto con me, se vi va, l'indirizzo email lo trovate qui sotto sebbene non sia quello che uso principalmente, ma sarò ben lieto di darvelo assieme al contatto di msn e di skype. A questo proposito ringrazio Gunter, il ragazzo che mi ha contattato dicendo che anche lui sarà in Arabia Saudita. Il programma in sintesi sarà il seguente: domani alle 18.25 prenderemo l'aereo da Malpensa, dopo uno scalo a Zurigo arriveremo a Parigi in serata. Venerdì mattina appuntamento in aeroporto (ancora non so quale!) alle 8.00, e partenza dopo qualche ora. Faremo uno scalo a Jeddah, dopo 5 ore e mezza di volo, per proseguire verso Abha. A causa del lungo viaggio, e del fuso orario (-2 ore), saremo in hotel in serata. Il primo giorno non sono previste gare, ma "acclimatamento" e conferenza stampa. Il giorno dopo, quindi domenica, si darà il via alle ostilità.

  • 1^ tappa: da Wadi Bin Hasbal a Tenumah di 55,5 km e 230 m di dislivello su passaggi anche tecnici. BIVACCO IN TENDA DURANTE LA NOTTE!!!

  • 2^ tappa: da Tenumah ad Al Karjah, 60 km e 850 metri di dislivello con una salita di 8 km e 450 metri di dislivello da superare. Ancora una salita e pietroso saliscendi finale.

  • 3^ tappa: pronti-via da quota 2660 metri quasi 14 km di discesa verso Al Sooda, a 1260 m d'altezza, poi strade carrabili fino ad un wadi di 6 km. Ancora 5 km di salita e picchiata tra palmeti di banani fino a Jizan Road, 38 km di gara.


  • 4^ tappa: 33 km e 625 m di dislivello fino alla "Green Mountain", dicono che ci sarà un panorama spettacolare!!!


  • 5^ tappa: forse la più dura, poichè sarà di 48 km ma con 1155 m di dislivello in salita... e BEN 2835 metri di dislivello in discesa!!! L'arrivo sarà in un villaggio nello Yemen.


  • 6^ tappa: pare che sarà la più semplice: solo 18 km e 330 metri di dislivello, con arrivo nel piazzale dell'Abha Palace, dove verranno fatte le premiazioni.

Il giorno seguente sarà invece dedicato ad attività diverse, a scelta... io penso che propenderò per la gita sul Mar Rosso!!! Arriveremo a Milano nella notte tra il 4 ed il 5 Novembre.

Svelo a questo punto una cosa. Tempo fa, quando mi stavo organizzando per l'iscrizione, è uscito un comunicato in cui sconsigliavano vivamente di recarsi in Arabia Saudita (cliccate QUI per leggerlo). Ho chiamato La Farnesina ma mi hanno detto, appunto, di stare a casa... Informandomi meglio, però, forse la situazione non è così grave. Il problema sarà quando l'arrivo di tappa è nello Yemen, poichè la scorta armata saudita di certo non potrà entrare... speriamo in bene. Ultima cosa, le mie speranze. Per prima cosa spero di divertirmi, e di riposarmi... anche se una gara a tappe non è quella che propriamente si può definire "una vacanza". Per il risultato finale, invece, spero magari in un piazzamento nei primi 10... Il favorito n° 1 (per quello che mi hanno detto gli organizzatori) è il belga Vermeulen, ma Pippo Lamastra è al suo livello... quindi incrociamo le dita.

Che dire... a risentirci!

gattonfolo@gmail.com

mercoledì 17 ottobre 2007

16 Ottobre - Birrificio di Como

Bella serata, ieri al Birrifico di Como. Chiediamo umilmente scusa ai gestori del locale per aver seriamente compromesso le loro scorte di birra.

Ci siamo trovati in 16 per salutare la stagione agonistica di MTB 2007...

Il gruppo era composto da:

  • Io
  • Davide
  • Marty + Stefano
  • Andrea + Rossana
  • Luca
  • Chiara
  • Eleonora
  • Icio
  • Denn_ice
  • Dennis
  • Samu
  • Lele
  • Umbe
  • Carlo Gatta


Panoramica sui presenti

Una delle grigliate

mercoledì 10 ottobre 2007

Abha Trophy

Aggiornamento su Abha Trophy, la gara a tappe di mountain bike che farò in Arabia Saudita (http://www.abhatrophy.com/), a due settimane giuste dalla partenza: ora che è ufficiale posso svelare chi sarà il mio compagno di viaggio, anzi di avventura! Sarà Pippo Lamastra, l'elite dell'Hard Rock. Speriamo di divertirci, inoltre lui è "obbligato" a vincere... eheheh... Inoltre vi avviso che mi è arrivata la macchina fotografica nuova, quindi quotidianamente inserirò filmati e foto. Restate collegati!!! ...come va l'allenamento, vi chiederete voi?!?! Il solito, niente di particolare... questo weekend quasi sicuramente riposerò, mentre il prossimo forse faccio la "doppietta" del triveneto di ciclocross. O magari riposo anche il prossimo...




mercoledì 3 ottobre 2007

Bregnano – ho provato il percorso

Domenica “ultima gara” di mtb per il 2007. L’ho messo tra virgolette perchè manca ancora la gara a tappe in Arabia Saudita... l’Abha Trophy. Comunque, per quanto riguarda la Lurabike, mi sono tenuto libero il mercoledì pomeriggio per provare il percorso. Al parcheggio di fronte al campo sportivo siamo in molti, una dozzina di persone... ma il gruppetto decide di fare un’andatura troppo forte, e quindi io e la Marty decidiamo di staccarci. E pensare che credevo che la gara fosse domenica! Procediamo quindi nei boschi tra Vertemate e Cermenate, rispetto all’anno scorso non cambia molto. Si percorre la ciclabile, e poi il single track che porta sui prati. Allargato anche il passaggio nel campo di mais, gli anni scorsi era davvero stretto... ora si percorre bene. Torniamo verso Bregnano, discesina, uno scoiattolo ci attraversa la strada e andiamo sui sentieri del cross country di Lomazzo. Ad un certo punto, però, si fa un tratto inedito fino a Rovellasca, belle queste piste ciclabili... molto veloci, in gara si faranno a gruppi. Si torna verso Lomazzo nei “miei” boschi... che ho cominciato a frequentare da quando ero in passeggino. Su-giù-su-giù, e si arriva a Caslino/Cadorago... poi Puginate. C’è qualche discesina inedita, per levare quelle un po’ più problematiche... non male le alternative. Suggestivo passaggio su un ponticello fatto con i bancali (se si prova a passare in due... uno finisce in acqua), e si esce a Caslino. Poi si va verso Bulgorello, strappone su asfalto e bene o male cambia poco. Alla fine ci siamo accorti di aver saltato un tratto, mi pare nella parte iniziale (si transita davanti a casa di mia nonna ma non ci siamo passati). Comincia a fare freschino... quindi tagliamo anche la parte finale. Il fondo è quasi totalmente asciutto, forse un po’ viscido in alcuni punti ma se non piove asciuga... Di seguito metto qualche foto... ed anche un filmato!

A risentirci!
gattonfolo@gmail.com




domenica 30 settembre 2007

Trofeo Baita Bondella - Brunate

Oggi dura competizione...
Ritrovo ore 9.00 a Tavernerio.
Partecipanti: Andrea Guslo (io, insomma), Melissa, Francesco, Uccio e Dennis...ed all'ultimo momento arriva anche Beppe Turbo...
Partenza: ore 9.30 da Tavernerio...salita dello Zoccolo, poi Alpe del Vicerè (scivolosissima!!), poi via dritti fino a Capanna Mara, sede del primo GPM della giornata.
Le posizioni si alternano, in testa al gruppo Beppe Turbo, Francesco ed Uccio aumentano il ritmo...ma piano piano il Guslo, Melissa e Dennis rientrano...
Si giunge quindi a Capanna Mara, dove il gruppo si presenta compatto.
Ancora qualche metro di salita per poi lanciarsi nella breve discesa che ci porta verso il sentiero dei faggi, percorso a ritmo elevato dalla coppia Guslo - Beppe Turbo.
Al termine dell'impegnativo sentiero in costa però il gruppo si ricompatta e c'è il primo colpo di scena della giornata: Beppe Turbo si ritira dalla competizione!
La gara continua quindi con soli cinque concorrenti, che percorrono gli ultimi strappetti in salita per lanciarsi nella discesa che li porterà al circuito finale all'interno della Baita Bondella: il gruppo si presenta quindi compatto agli ultimi km di gara.
Il circuito inizia con affettati misti di salumi (bresaola, speck ecc..), verdure sottolio e sottaceto, pane e vino rosso.
Inizia il tratto impegnativo: pizzoccheri per tutti...e già qualcuno mostra di essere arrivato al limite...
Arriva il momento decisivo: polenta uncia con salamella o costine..e qui si decide la gara. Uccio con uno sprint imperioso divora polenta e salamella, relegando il Guslo al secondo posto. Ex-aequo al terzo per Francesco, Dennis e Melissa.
Ormai lanciato verso il successo, Uccio non ha più freni, il Guslo può solo limitare il distacco: grappa di mirtilli, grappa "sgnapa", pesca sciroppata con gelato, alla quale il Guslo risponde con un semifreddo alla ricotta..caffè finale che decreta la vittoria di Uccio!

Al termine della gara non rimane che tornare, con una lunga e divertente discesa, alle ammiraglie...

(nella photogallery le foto di questa splendida giornata!)

A presto, ciao!

mercoledì 12 settembre 2007

Ciclocross..si avvicina la stagione

Ho inserito nella photogallery a lato le foto della gara di Coppa del Mondo svoltasi l'anno scorso a Milano.
La stagione si avvicina ed è giusto rinfrescarsi un pò la memoria andando a scovare le emozioni che solo questa spettacolare disciplina sa creare...

Buona visione!

venerdì 7 settembre 2007

Allenamento del venerdì!

Stamattina ero tra i monti del Triangolo Lariano, per lavoro, ed avevo intenzione di portare la mtb per provare il percorso della gara di Zelbio. Purtroppo, non avendo ancora risolto al 100% i problemi alla mia Scapin, ho portato la bici da corsa.

Deciso a fare un paio di orette, ho lasciato la macchina a Lasnigo... dirigendomi verso il Ghisallo. Ho cercato di pedalare sempre agile, senza fare fatica... Scollino, il passo è pieno di ciclisti, e mi immetto in discesa: da qui fino a Bellagio, lungo i 12 km (se non erro) ho sofferto tantissimo il freddo, tanto che a Bellagio quasi tremavo!!! Poi ho proseguito verso Onno... ma avendo visto che era troppo presto, sono arrivato fino alla galleria poco prima di Lecco, per girare la bici e tornare indietro. Ho fatto così la salita di Onno (ricordiamo il detto "La Onn, salida di donn"... ossia "La Onno, salita da donne" a causa della pendenza agevole) con un rapporto abbastanza agile in modo da salire senza fatica ma attorno alle 90 rpm... un bel "riempi-gamba".

Risalito ad Asso, sono tornato alla macchina, a Lasnigo... per tornare a casa con 1h45' di giretto. Domattina un'oretta di mtb.... e domenica gara a Zelbio!

A risentirci!
gattonfolo@gmail.com


mercoledì 29 agosto 2007

G.P. Nobili Rubinetterie – San Carlo

Quest’oggi parentesi stradista, ad Arona sul Lago Maggiore per vedere la gara dei prof. Dovevamo essere un bel gruppetto con altri amici bikers, ma a causa di defezioni varie (complice anche il tempo piovoso) siamo rimasti in quattro: io, my friend Martina, e due sue amiche (se non mi sbaglio Rachele ed Elisabetta), anch’esse cicliste. Partenza da Somma Lombardo col cielo che non promette nulla di buono... ma per ora tiene. Arriviamo abbastanza in fretta ad Arona, con un’andatura abbastanza buona. Già i corridori cominciano a prepararsi... e noi decidiamo di fare un giro del percorso, che misura circa 16 km. Salita quindi verso il San Carlo, per proseguire a saliscendi e strappi con Dagnente e Montrigiasco, fino al punto più alto, poi lenta discesa verso ancora Arona. Rifacciamo la salita e comincia la gara, i giri sono ben undici. In pratica passa la prima parte di mattinata, poi pranziamo (loro pizzette, io supermegapaninozzo con tutto gli ingredienti esistenti). In questo punto comincia a piovere... sempre più forte.... e non accenna minimamente a smettere, ma il pubblico è sempre molto numeroso. Decidiamo quindi di tornare a casa al più presto... ehi ma... esce il sole! Una breve occhiata di sole, ed il tempo migliora... rimane poi nuvoloso, ma senza pioggia. Bene! Il ritmo in gara si fa sempre più alto, si susseguono gli scatti, ed il gruppo perde molti corridori. Tra l’altro, qualche bel nome ad Arona... Simoni (occhio a domenica per l’italiano marathon... l’ho visto molte volte fare il ritmo in salita!!!), Garzelli, Di Luca, Schlek, Laverde (che vincerà)... e via dicendo. Mancano due giri, e scendiamo in riva al lago, ad Arona, per vedere l’arrivo. Vince, come dicevo, Laverde... ma i fuggitivi avevano il gruppo alle costole. Ritorno abbastanza tranquillo, alla fin fine di km ne ho fatti parecchi. Qui potete vedere qualche foto, purtroppo a causa del tempo non sono riuscito a farne molte, ed un breve video della salita...

(altimetria tratta da www.salite.ch)


Il video della salita di Montrigiasco, sopra Arona

Il gruppo all'inseguimento dei fuggitivi


Il vincitore, al traguardo poco dopo lo sprint


Chi è passato?!? Cosa guardate?!?



A risentirci!!!
gattonfolo@gmail.com

giovedì 2 agosto 2007

Stamattina e weekend


Stamattina ho ripreso in mano la mtb dopo la gara di domenica, e confermo che il cambio funziona perfettamente. Comunque questo pomeriggio mi metto di buona lena e cambio tutti i fili e guaine... ed anche la catena, a scanso di equivoci. Ho pedalato per un paio d’ore anche oggi, mi sono immesso nei boschi a Guanzate per poi spostarmi verso Portichetto, e quindi Grandate. Da lì ho attraversato San Fermo della Battaglia andando a fare la salita del Sasso di Cavallasca. Questa è stata una delle prime salite che ho conosciuto (ed affrontato) appena ho cominciato a pedalare in mtb, insieme all’abbazia di Vertemate: mi sarebbe piaciuto contare le volte che l’ho fatta!!! Un numero enorme. Sono subito ridisceso, di norma gironzolo per i single track della zona ma oggi sono ritornato (sempre attraverso i boschi) a Montano Lucino e quindi a Cassina Rizzardi.. e sono tornato a casa.

Come dicevo, questo pomeriggio mi metterò a lavorare sulla bike... dopo di che domattina la collaudo e subito dopo mi metto in macchina... direzione Ischgl, era questa la sorpresa preannunciatal!!! Questo stranissimo nome si riferisce ad una città austriaca, sede di una spettacolare e durissima marathon (nella foto un passaggio della gara)... la Ischgl Iron Bike, ma io affronterò il percorso medio, che comunque propone 2050 metri di dislivello e la salita principale porta a quota 2800 metri di altezza. Quindi, vi terrò aggiornati giorno per giorno...

...a risentirci!!!

mercoledì 1 agosto 2007

Un paio di orette tranquille tranquille...


Stamattina ho pedalato per un paio d’ore sul Lago di Como. Senza stress, senza tirare... a Moltrasio ho svoltato a sinistra per fare un km e mezzo circa di salita, abbastanza duri... per immettermi sulla strada Regina nuova. Dopo essere tornato a Como, ho fatto la salita di San Fermo, quella per intenderci che fanno in parte in discesa al Giro di Lombardia. Vi inserisco l’altimetria qui di fianco, visto che molti dei visitatori del forum non sono della zona. Niente di che come salita anche questa... un allenamento tranquillo, insomma. Domani penso di uscire in mtb...

...a risentirci!

(l’altimetri a è tratta da www.salite.ch)

martedì 31 luglio 2007

Due giorni di relax

La preparazione in vista del Tour de France VTT prosegue con... due giorni senza toccare la bici. Ieri non ne avevo voglia, mentre oggi mi sono concesso una bellissima giornata al mare, più precisamente a Spotorno, che mi ha lasciato di ricordo ustioni praticamente su tutto il corpo. Al mattino, insieme a tre amici, ci siamo recati alla spiaggia di Bergeggi (di fronte all'omonima isola), che è raggiungibile tramite ben 204 gradini... contati!!! Dopo il pranzo a base di focaccia, al pomeriggio ci siamo spostati di poco per sonnecchiare di nuovo a Spotorno.

Domani conto di toccare la bici... vi farò sapere!!!

martedì 24 luglio 2007

Percorso di Monguzzo... decima tappa del Circuito Tre Province

Questo pomeriggio ho provato il percorso della gara di Monguzzo, in Brianza, che sarà valida come decima tappa del circuito Tre Province e soprattutto come campionato provinciale comasco di cross country in prova unica.

Parto da Como in macchina alle 15.45 ed alle 16.15 circa sono al ritrovo di partenza. Ci sono già altri corridori, sebbene la prova "ufficiale" del percorso sia alle 18.00. Scarico la bici dalla macchina e trovo l'organizzatore, il quale mi consegna la piantina del percorso nel caso mi servisse. La gara prevede un giro di lancio, ma visto che è una salita asfaltata preferisco fare subito un giro del tracciato. Entro così in discesa, la strada comincia larga ma dopo poco diventa un single track con dei bei curvoni da guidare. Si svolta a destra, e mi trovo di fronte uno strappetto abbastanza breve ma impegnativo, anche perchè la ruota slitta parecchio sui sassolini. Si rientra nel bosco, un single track abbastanza tortuoso e si curva di novanta gradi: qui già dall'imbocco si capisce come sia abbastanza tecnica la discesa... e difatti bisogna subito saltar via un gradone di roccia. Curva stretta a destra, e secondo gradone... ancora più alto, mi sa che in tanti qui metteranno giù il piede. Per fortuna il giro di lancio prevede anche metà del percorso, ma non questo punto... quindi dovremmo arrivare già sgranati. Via ancora in discesa, non difficilissima ma le gomme non fanno presa sul terreno e si rischia di finire lunghi (anzi, lunghissimi) in qualche curva. Si arriva alla pista ciclabile, ma dopo poco ancora single track da fare lanciati, poichè sono solo un paio di strappetti. Qui però si sale con più decisione, quattro o cinque tornanti non esagerati ma comunque in salita... e su fondo roccioso. Si ridiscende verso il lago, con dei bei tornantini di cui l'ultimo (OCCHIO!) è abbastanza impegnativo perchè strettissimo. E si risale... stavolta strada larga, magari si fa anche col 44 (chi va forte, però!), un paio di tornanti ed è finita. Ancora un single track in discesa, con un tratto in contropendenza che è difficile da fare in sella, poichè basta sbagliare il rapporto di un dente e si mette giù il piede. Di nuovo si sbuca sulla pista ciclabile, e passo un casolare con forme curiosamente antropomorfe (guardatelo sotto, sembra la faccia di uno che urla con i baffoni!), ma dopo circa 1 km si svolta a sinistra e stavolta la salita è impegnativa, io l'ho fatta col 22 davanti. In cima spiana, ma sale sempre leggermente. Si sbuca sui prati, si esce sull'asfalto e si entra nello sterrato attraversando una cascina. Discesina ed altro tratto impegnativo, ancora da 22, dopo di che si scende ed un paio di saliscendi portano al traguardo.


Mi piace questo percorso! E' abbastanza adatto alle mie caratteristiche... quindi spero bene, soprattutto per la maglia di campione provinciale XC (l'anno scorso avevo vinto quella di campione provinciale marathon... oltre a quella del regionale di ciclocross).

Arrivo quindi alla macchina dopo il primo giro, e prendo la macchina fotografica per fare qualche foto. Chiedo spiegazioni per il giro di lancio (comunque tutto segnato sulla mappetta) e mi dirigo verso la parte bassa di Monguzzo. A farlo in discesa mi sembrava durissimo... anche perchè i cartelli indicano 10% di pendenza. Tuttavia quando arrivo in fondo e lo percorro nel senso inverso, non è poi così impegnativo come sembrava... Comincio allora un secondo giro del percorso, mi fermo a fare qualche scatto ed ritorno alla macchina.

Giovedì sera sarò alla Franciacorta Bike Night, in notturna... quindi restate sintonizzati!

A risentirci!

martedì 17 luglio 2007

Mattina d'estate a Gavirate

Cari ragazzi, il gattonfolo si sta allenando!

Per oggi avevo messo in programma (ma in forse) una gara su strada in provincia di Milano, ma visto che:
1) avevo la mattina libera
2) non avevo molta voglia di prendere e andare a fare la gara
3) le gambe facevano ancora un pochino male da domenica (era davvero dura!),
ho deciso di farmi una bella pedalatina.

Alle 8.00 salgo sulla bici da corsa, diretto verso… ehm… boh… cominciamo col fare la Lomazzo – Bizzarone, prima o poi mi verrà l’ispirazione. Le gambe in effetti bruciano un po’, ottima scelta quella di non andare a fare la gara… probabilmente mi sarei staccato dal gruppo. L’ispirazione mi arriva: vado a fare il “Sasso di Gavirate”, sul lago di Varese. Salita per nulla difficile, in totale saranno tre orette non impegnative, per tutto il giro, ma comunque efficaci. A Beregazzo, quindi, svolto verso Solbiate… e poi Venegono. Salitella di Gazzada, ehy ma quanto traffico! Una lunga coda di qualche km, per fortuna in bici sorpasso tutti… e più avanti c’è un incidente. Sul largo stradone già si sente il caldo, e sono solo le 8.40… il sole picchia, ma è normale a metà Luglio. Costeggio il Lago di Varese per una decina di km, dopo di che prendo a destra per il centro di Gavirate dove ha inizio la salita. Voglio farla abbastanza forte ma senza morirci, sulla bici. Quindi, levo il 53 in favore del 39, e cerco di salire agile ma con un buon passo. Davanti a me una settantina di metri vedo due Juniores, con motorino al seguito. Li raggiungo abbastanza agevolmente, saluto e li supero. In questo momento sto salendo proprio bene. Sento che il loro allenatore suona il clacson, probabilmente vuole che i due ragazzi si mettano quantomeno a ruota. Così fanno, e continuiamo per un po’… dopo di che, verso uno degli strappi più importanti che termina con un semaforo in salita, mi superano e fanno partire la volata. Mi metto a ruota… e non mi faccio staccare! Non penso neanche di essere uscito fuori soglia, tanto per dare un dato. La salita prosegue poi a saliscendi e a “gradoni”, io rimango sempre in scia, potrei superarli e staccarli ma non ho voglia, prima che poi questi mi rifacciano lo scherzetto della volata…

Al termine della salita scendiamo verso Varese, loro due svoltano a sinistra mentre io faccio un giretto in centro. Passo per il punto "sfortunato", lo definisco così poichè in corrispondenza del medesimo incrocio una volta mi sono scontrato con una signora a piedi, e qualche mese più tardi sono finito nella fiancata di una macchina. A Venegono prendo la varesina, e ritorno quindi a casa dopo circa tre ore, fatte bene ma sotto un sole già torrido. Tutto ciò però mi ricorda gli allenamenti degli scorsi anni… CHE BELLO PEDALARE!!!
Domenica in programma i campionati italiani, ma io non li farò... andrò a correre su strada oppure rimarrò a casa a dormire (ipotesi che mi tenta molto!!!).

A risentirci!

giovedì 5 luglio 2007

Anche “IL MURO”!!!

Attenzione ragazzi, questa settimana il Gattaccio Arturo può dire di essersi allenato!

Anche oggi ero tra i monti del Triangolo Lariano (maledetta “Dolomia a Conchodon”... mi sta dando dei problemi), ed anche oggi ho portato con me la bicicletta. Ma questa volta la mountain bike...


L’obbiettivo era chiaro: fare il muro di Sormano! Solita “base logistica” a Lasnigo, dopo di che mi avvio verso la Colma di Sormano, ancora una volta tramite la strada asfaltata poichè non conosco (e non ricordo) una variante sterrata. Arrivato nel paesello di Sormano mi fermo in piazza per riempire la borraccia, poichè nel frattempo ne ho già terminata una. Riprendo e dopo poco prendo la deviazione sulla sinistra per il muro, sistemato e “pubblicizzato”. In gara l’ho quasi sempre affrontato col 32, ma stavolta metto il 22 per salire agile... dopo poche pedalate già comincio a far caso alle scritte, ed in particolare alla quota che è specificata METRO PER METRO: 837.... 838.... 839.... un rapido sguardo nella memoria e mi pare che la vetta sia a 1110 metri... ne mancano un bel po’!!! Sorpasso una coppia di anziani, che mi dicono “Va piaan....”, ma io me la pedalo con un’ottima frequenza di pedalata. Poco dopo mi devo fermare... un cancello di legno chiude la strada, per non far uscire le mucche. Scendo, apro il fil di ferro, faccio passare la bici, passo io, richiudo.


(QUI l'altimetria)

Giunto a metà scalata, dove c’è il tratto più duro, devo scalare qualcosina... ma continuo a guardare la quota.... 915.... 916.... 917..... HEILA’, CHE RAMARRO... SEMBRA UN’IGUANA!!!.... 918.... 919.... uff, non finisce più. La giornata è veramente tersa, soffia anche un venticello che porta via ogni foschia e, girandomi a destra, vedo il panorama fino all’infinito... o così sembra. Eccomi all’ultimo tornante, dove la pendenza aumenta un po’... ma è finita. Ci sono tre persone allo scollinamento, mi guardavano salire... e mi fanno i complimenti. Non che sia salito chissà quanto forte... ma probabilmente la salita dà veramente l’idea della durezza, ed a loro forse sembra strano che ce la si faccia a salire... Un secondo di pausa alla colma, tanto per bere dalla borraccia... e prendo il sentiero in pianura verso il Monte San Primo. Dopo qualche saliscendi, per 5 km circa, arrivo ai pascoli che portano all’Alpe di Terra Biotta, immersi nel silenzio. A questo punto giro la bici, torno indietro e scendo dalla mulattiera che riporta verso Sormano, quella che si fa in discesa alla GF del Triangolo Lariano (ma la si fa PRIMA del muro). E’ una mulattiera con fondo in ciottoli di pietra, molto sconnessa, ed in alcuni tratti sfiora il 30% di pendenza. E’ asciutta, e la mia Marzocchi lavora alla perfezione su questi tracciati... QUANTO MI DIVERTO!!! A Sormano sbuco sull’asfalto, riempio ancora la borraccia e continuo la discesa fino al fondovalle. E’ passata circa un’ora e mezza... sufficiente, direi.

Probabilmente da domani sarò sulle Dolomiti, vi terrò aggiornati...

A risentirci!

la foto dello scollinamento è dello scorso anno, mentre l'altimetria proviene da www.salite.ch

martedì 3 luglio 2007

Tra mufloni e rocce varie... allenamento di oggi


Come da tradizione, al martedì mi reco in zona Ghisallo per effettuare dei rilevamenti geologici e, come da tradizione, mi porto dietro la mia biciclettina per fare qualche pedalata in salita (ogni tanto ci vuole!). Tralascio ovviamente ciò che ho fatto mentre lavoravo, vi segnalo soltanto che sulle pendici del Monte Ponciv ho incontrato prima tre cervi, e questo è ok... però spostandomi più in alto in due diverse occasioni mi sono trovato davanti alcuni mufloni!!! Ma non vivevano in Sardegna/Corsica?!? C’è qualcosa che non va... ma è presto spiegato: per motivi evidentemente venatori sono stati introdotti sulle montagne del Triangolo Lariano, e probabilmente ora ve ne sono in discrete quantità. Ho provato a fargli una foto, ma erano lontani e sfuggenti... sembra una roba del tipo “avvistamento di un bigfoot nelle foreste del Nord America”.


Passo subito a descrivere il mio allenamento. Avrei voluto fare Colma di Sormano (da Asso), scendere a Nesso e risalire dal Ghisallo, ma il tempo non prometteva nulla di buono... inoltre va ricordato che il Triangolo Lariano è una delle zone più piovose d’Italia: quindi, ho evitato inutili rischi. Pensando ad una alternativa, mi è venuto in mente che potevo fare la salita che porta verso la Conca di Crezzo, ed alla Madonnina di Barni, che con la bici da corsa non l’ho mai fatta. Parto quindi da Lasnigo, il cielo è coperto ma forse regge. Comincio a salire verso il Ghisallo, per tagliare a destra a metà circa arrivando a Barni. Da qui cominciano i tornanti, non so neanche quanto è lunga... sì ok l’ho fatta tantissime volte in macchina ma è diverso. Le prime curve sono abbastanza tranquille, salgo col 39/19... ma presto la pendenza si fa più importante e metto il 21. Mi alzo sui pedali, in allenamento praticamente non mi siedo mai nei tratti in salita e mi sa che a volte questo mi penalizza nelle gare di mtb. Dopo un tornante a destra faccio fatica anche col 21, non mi sembra poi così in piedi... ma metto il 23 (ma mi sbagliavo... guardate sull’altimetria qui sotto: quel pezzo è al 23,1%!!!). Forse non sono in forma?!?! Sarà la mega focaccia di mezzogiorno? Boh. Continuo.... Superato questo tratto la strada spiana leggermente sino a diventare da 53 fino al laghetto di Crezzo, con le sue rane e le sue papere. QUI l'altimetria a dimensioni maggiori.



La discesa da qui a Lasnigo è molto impegnativa: tutta a curve cieche ma soprattutto la strada è disseminata di buche, e la sede stradale sarà larga 2,5 metri al massimo. Arrivo in fondo, e penso a dove andare... massì, saliamo un pezzo verso Sormano. Di seguito l’altimetria della salita, mentre QUI è ingrandita.


Salgo agile, e mi sembra anche che la pedalata renda parecchio. Raggiungo un ragazzo, nel silenzio totale, e lo supero salutandolo... si è come spaventato, deve essere che non mi aveva visto o sentito arrivare. Dopo una decina di tornanti arrivo nel paese di Sormano, e mi fermo a riempire la borraccia nella piazzetta centrale. Massì, andiamo su fino in cima... getto uno sguardo verso la Colma, è circondata da nuvoloni neri ma mi dico che alla prima goccia giro la bici e torno indietro, anche se ho la mantellina in tasca. Riprendo a salire... dopo il paese, in un tratto un po’ più facile scalo qualche dente dietro... anzi, metto il 53! Buono!!! Lo mollo però dopo neanche 500 metri perchè aumenta leggermente la pendenza e non ho così tanta voglia di far fatica. Nel mentre il tempo pare reggere... sebbene la Colma sia sempre circondata dalle nuvole. Pedalo proprio bene... arrivo agli ultimi 2 km circa, dove la pendenza è un poco minore... e rimetto il 53. Ah no, stavolta non lo tolgo... infatti tengo duro, e col 53/19 la faccio fino in cima... quando vedo il parcheggio sulla sinistra apro il gas a manetta e fino allo scollinamento vado a tutta. Ri-buono!!! Giro la bici per scendere subito... ma forse è meglio che mi metta la mantellina. Scelta ottima... ma dopo alcune centinaia di metri ho freddissimo, sebbene la mantellina abbia pure le maniche lunghe.... sono completamente bagnato di sudore, a causa del clima umido... e sento davvero freddo, addirittura alle dita delle mani. La discesa è lunghetta, ma scendendo di quota la temperatura risale un pochino, per fortuna. Arrivo alla macchina con un paio d’ore, forse qualcosa di meno, ma decisamente soddisfatto per il giro, e per come è andato!

A risentirci!

p.s. le altimetrie sono tratte da www.salite.ch

venerdì 22 giugno 2007

Ventina 2007 – Obbiettivo: scalata del ghiacciaio

Da otto anni a questa parte l’Università di Como organizza uno stage in montagna per apprendere le tecniche di lavoro sul campo sia dal punto di vista chimico, che geologico, che botanico. Tradizionalmente è rivolto agli studenti al primo anno, ma recentemente è stato aperto anche ai ragazzi della specialistica. La cosa che rende questo stage particolare è certamente la scalata fino al passo Ventina, sul ghiacciaio omonimo, a pochi passi dal Monte Disgrazia. Un’impresa forse non difficilissima per persone esperte, ma che ha un qualcosa di epico per chi non è avvezzo a queste cose. Già ebbi la fortuna di partecipare, e di arrivare in cima al ghiacciaio, nel “lontano” 2002 quando ero studente, mentre ora mi sono ritrovato nel ruolo di “assistente”. Già da mesi prima dell’effettuazione dello stage vengono edotti i ragazzi su ciò che si devono aspettare, visto che non si sta in albergo, ma in un rifugio dove le comodità mancano e gli spazi sono ristretti, sebbene sia un posto davvero curato e gradevole. Ma si sa che in montagna è così...




Quest’anno c’era un po’ di preoccupazione poichè la conta totale dei partecipanti si era assestata a 68 persone. Un po’ difficile da gestire anche perchè, come detto, gli spazi sono quelli che sono (anche per quanto riguarda le docce ad esempio, solamente due).



L’appuntamento è per le 11.30 al rifugio, raggiungibile dopo un’oretta di cammino con tutto il materiale già caricato nello zaino poichè non si scenderà un’altra volta alla macchina. Mi metto quindi in viaggio da casa con largo anticipo, preoccupato per il traffico, alle 6.45. In strada però non c’è quasi nessuno... difatti in un attimo sono a Lecco, e da lì in poi c’è davvero il deserto. Mi accorgo di essere in anticipo... e me la prendo con calma. Entro in Valtellina, ed anche i principali paesi sono sgombri dal traffico. Arrivo quindi a Sondrio, e prendo per la Val Malenco. Si susseguono i tornanti, e dopo Chiesa la strada si fa più stretta ed impervia. La partenza è da Chiareggio, dove ho appuntamento con i pochi che conosco, per non fare la salita al rifugio da solo. Arrivo in loco ben prima degli altri... vado quindi in cerca di un bar per fare la seconda colazione. Scendendo dalla macchina ho modo di notare che splendida giornata sia: neanche una nuvola, sole caldo e paesaggio stupendo. Trovo un bar aperto, gestito da una signora davvero simpatica che mi fa mille domande su cosa stiamo andando a fare, per quanto tempo, etc etc... Torno indietro e vedo il parcheggio strapieno di macchine, sono arrivati quasi tutti. In un attimo siamo pronti per cominciare a salire. Dopo poche centinaia di metri, però, c’è il primo stop di carattere botanico. Io e la mia collega Daniela, però, cominciamo a salire. Lei è molto allenata e molto sportiva... difatti saliamo in poco tempo. L’aria non è caldissima, ma umidissima tanto che dopo una cinquantina di minuti arriviamo al rifugio madidi di sudore. A questo punto mi metto a prendere il sole, in attesa degli altri. Una volta arrivati tutti, i professori cominciano ad inquadrare cosa verrà fatto durante lo stage... ma poco dopo è già ora di pranzo, in rifugio, ottimo come da tradizione. Il programma per il pomeriggio prevede il sentiero glaciologico, non molto difficile, solo nella sua ultima parte impegnativo poichè si risale fin quasi la lingua del ghiacciaio, dove la pendenza è elevatissima. Già qui si segnalano i primi che “mollano”, evidentemente coloro che sono meno allenati. Ma da qui in poi i percorsi saranno sempre più impegnativi. Alla sera, dopo la cena, da programma una brevissima lezione sull’origine delle alpi, dopo di che cominciano i tradizionali “festini”. Per la prima volta non vi partecipo (lo so, sto diventando vecchio!!!) ma vado diretto a letto. La nostra stanza ha dei materassi su di un piccolo soppalco, e siamo in sette. La sveglia per il giorno seguente è alle 7.15, per la salita verso il Lago Pirola.


Suona la sveglia ed esco subito dal rifugio. L’aria è freddina, ma la giornata promette ancora bene: anche oggi neanche una nuvola in cielo. Colazione e via, sull’impervio sentiero tra le rocce. Dopo una pausa per osservare un acero millenario, riprendiamo il cammino sino alla cresta, per scollinare e scendere verso il lago. Lì i ragazzi effettuano delle analisi chimiche dell’acqua, che poi confronteranno con le informazioni geologiche. Ho tempo per farmi un giretto, insieme ad altre due persone, sull’altra sponda del lago. Il paesaggio non è mozzafiato... di più!!! Pranziamo con panini seduti sulle rocce, e dopo una pausa “geologica” si comincia a scendere. Non c’è vegetazione... tanto che io a fine giornata sarò COTTO su tutte le parti esposte al sole. Altra cena rifocillante, ed alla sera viene fatto un piccolo briefing per il giorno seguente, quando c’è in programma la “mitica” scalata al ghiacciaio. In molti rinunciano, a causa delle fatiche di questi giorni... ma ne restano una quindicina ben intenzionati ad arrivare in cima. Le due guide ricordano le principali misure di sicurezza da adottare... verranno fatte tre o quattro cordate. Purtroppo però per il giorno seguente è previsto brutto tempo, ma si decide di fare un tentativo comunque, stando ben attenti però a non fare niente di rischioso. Dal momento che i temporali dovrebbero arrivare al pomeriggio, si decide di metterci in cammino verso le 5.30 per essere di ritorno nel primo pomeriggio. Vado a letto subito dopo la breve lezione di stampo chimico, preparo lo zaino per il giorno seguente e cado subito nel sonno.



La sveglia suona alle 4.40. Un orario a cui sono più volte andato a letto, ma raramente ha rappresentato la mia sveglia. Inoltre, non ho dormito molte ore... ma fortunatamente sono abbastanza “attivo”. Scendo le scale ed esco per vedere le condizioni meteo. Purtroppo pioviggina, ed il ghiacciaio, nella debolissima luce, è immerso tra le nuvole. Ci si incontra quindi nel tinello, qualcuno addirittura ha già lo zaino sulle spalle. Si parla a bassa voce, si bisbiglia nell’immenso silenzio... anche per non disturbare chi è ancora a letto. Chi si è svegliato qualche minuto prima di noi ha assistito ad un violento temporale... tanto che si decide di non partire. A malincuore ognuno torna nella propria camera, e dopo pochi minuti ricomincia un altro fortissimo temporale: in effetti le condizioni sono davvero proibitive. Alle sette ci troviamo tutti per fare colazione, in tanti si stupiscono a vederci ancora al rifugio ma evidentemente non si sono accorti dei temporali. Veniamo quindi dirottati verso la Val Sissone, per campionare le acque del torrente ed osservare qualche minerale. Si sale perciò verso l’Alpe Zocca, fortunatamente non piove ma la salita è impegnativa. Scendiamo dall’altro versante, ma ad un certo punto ci fermiamo: forse la strada è sbagliata. Risaliamo. Dopo un po’ però si decide che quella originaria era la strada giusta... e torniamo indietro. La discesa verso il torrente è lunghissima... Giunti sul greto il gruppo si divide: qualcuno si occupa dell’aspetto chimico, mentre noi andiamo a fare un’altra oretta e un quarto di cammino verso degli affioramenti di roccia. Nel frattempo ci attraversa la strada una vipera... sibilante e soffiante (e molto arrabbiata!). Finita anche la parte geologica, torniamo indietro per risalire. Dopo diverse ore col sole a sprazzi, comincia a cadere qualche goccia.. e l’aria è umidissima. Subito si fa selezione all’interno del gruppo. A guidare tutti c’è la guida, noi siamo a ruota. Da qui in poi sarà agonismo puro. Il gruppetto si sfoltisce sempre di più, rimaniamo in sei, il passo è regolare ma sostenuto. Sbuchiamo sulla carrabile che porta al rifugio, ed in lontananza vediamo l’altro gruppetto partito prima di noi. Qualcuno prova a forzare ancora il passo, e rimaniamo in quattro. Non ho voglia di fare fatica.. anzi sì, e tengo chi mi precede. Un’ulteriore accelerata e siamo in tre in fuga, questa è gara. Facciamo fatica, ma nessuno dei tre molla. Allunghiamo ancora il passo, superiamo tanti del gruppetto partito prima, ed arriviamo all’ultima rampa, la più ripida. Gomiti larghi, ma ci controlliamo... ed arriviamo assieme, senza volata. Bagnatissimi per il sudore e per la pioggerellina. Mi cambio, io ho deciso di scendere dopo pranzo, mentre gli altri proseguiranno lo stage per un altro giorno. La mattinata è stata lunga, e mangiamo che sono ormai le 14.30. Nel frattempo si scatena una grandinata... posticipiamo di un po’ la discesa. Esce un timido sole, e ne approfittiamo... scendiamo quindi. La discesa passa in fretta, ma è lunghetta... alle 17.00 siamo alle macchine, ed alle 20.00 sarò a casa, con un po’ di rammarico per la mancata scalata al ghiacciaio ma comunque soddisfatto.