Nel weekend del 1° Luglio avevo da un paio di mesi programmato di andare al mare con i miei amici... un tranquillo fine settimana all’insegna del riposo. Già da un paio di settimane me lo pregustavo, ma... all’ultimo momento è saltato tutto. Che fare? Stare a casa a riposarsi? Nooooo.... Ho cercato quindi una gara su strada, ma non ce ne erano che mi ispirassero... la scelta è quindi caduta decisamente sulla Rampigolem a Zone, sul lago d’Iseo. Il percorso mi ha stuzzicato... e dalle indicazioni mi sembrava una gara dura ma pedalabile.
Mi sono quindi messo in macchina alle sei e mezza... quanta gente verso i laghi già a quell’ora! Ho stampato una cartina della strada velocemente, senza guardarla... mi sembrava di aver capito come raggiungere il posto. Invece... dopo l’uscita dell’autostrada cerco di seguire i cartelli, ma non mi ritrovo... un paio di volte ho la sensazione di percorrere le stesse strade in senso inverso. Arrivo quasi in riva al lago... e mi accorgo che c’è qualcosa che non va. Trovo un vecchietto, chiedo... ma mi risponde (con una risatina) che ho sbagliato strada. Mi dà le indicazioni, elencandomi i paesi che dovrò attraversare... ma dopo 100 metri già ho dimenticato tutto. “Ce la farò....”, mi ripeto. Infatti, finalmente vedo un cartello con scritto “Zone”: uuuuuuhhhhh....salgo, salgo, salgo... tornanti, tornanti, tornanti... e sono a Zone. Un paesino minuscolo, con le stradine
in cui fa già fatica a passare una macchina. Trovo la mia amica Martina, poi verifica tessere, e andiamo a fare il riscaldamento. Senza esagerare... la gara prevede una prima salita di 14 km. Mi metto in griglia, in seconda fila, e partiamo. In programma un giro di lancio, una specie di anello fino alla parte alta del paese e poi in discesa. Non partiamo forte, come da previsione, e difatti riesco a mantenermi attorno alla decima posizione. In discesa però scendiamo come matti, a uovo, passiamo uno strappetto ed entriamo nello sterrato in fila indiana. Usciamo ancora sull’asfalto, ma qui rampa... perdo un po’ di posizioni nei successivi 2 km perchè si comincia a fare sul serio, ed io non conosco nulla della gara... inoltre, viste le ultime gare in cui sono “saltato” abbastanza presto, cerco di salire col mio passo senza forzare. C’è un po’ di rimescolamento delle posizioni, ma bene o male rimango lì.... A metà salita mi viene l’intuizione di “assumere” gli zuccheri. Ottimo. Ottimi anche i ristori, messi nei punti giusti e con bicchieroni colmi, tanto che non devo quasi mai bere dalla borraccia. La salita continua su ampi tornanti, pedalabili, ma in alcuni punti tira decisamente. Usciamo dalla pineta, e pedaliamo tra i pascoli e tra le mucche. Che spettacolo! Davanti a me vedo che la strada scende... ci siamo, è finita la salita! Nel frattempo fa freddino, ed il cielo è molto cupo. La gente che cammina sui sentieri indossa le mantelline... Percorro lo strappetto, ma la discesa è solo per alcune centinaia di metri... la strada ricomincia ad impennarsi e, buttando l’occhio in alto, vedo un serpentone di corridori. Ahia... ma quanto è lunga?!? Inspiegabilmente, però, in questo momento mi sento davvero bene... stacco il mio gruppetto e raggiungo anche quelli davanti. Sento un ragazzo che dice che mancano 10’ di salita... ok, tengo duro. Altro saliscendi... ed altra errata convinzione che la salita sia finita. Vengo un po’ preso dallo sconforto... mi vengono a riprendere quelli del mio gruppetto. Poco male. Vedo un cartello a destra.... dice “-500 m al GPM”: EVVAI!!! L’ultimo tratto lo faccio col 44, e si scende. Dapprima discesona veloce a tornanti, ma poi comincia un lunghissimo single track davvero tecnico. Ci sono una miriade di sassi e rocce... si continua a scendere. Sento i v-brake che “lavorano” a pieno regime... è talmente ripida la discesa che mi tocca tenerli sempre tirati. Continuo, e... ahiahiahiahia!!! LE MANI!!! Mi fanno malissimo a causa delle vibrazioni e della tensione dovuta al tirare i freni... non ce la faccio più, devo staccarle... non vedo l’ora che cominci la salita! La salita non c’è.... ed anzi, ad un certo punto mi scappa via la ruota davanti, resto in sella ma... la bici sbatte da ogni parte e capitombolo in terra. Nessun danno fisico e neanche alla bici! Riparto... e finalmente, dopo un sacco di km, la discesa finisce. Si ricomincia quindi a salire.... quanto mai ho detto che preferivo la salita! La discesa è decisamente meno faticosa... ma non perdo nulla. Prendo ancora gli zuccheri.... e mi sento davvero bene. Ancora discesa, stavolta larga e a tornantoni, e l’ultimo strappo. Incredibile: non sono scoppiato! Salgo bello agile, quasi quasi l’avrei preferita più lunga... ma si scende nuovamente e, questa volta, fino al traguardo. Dai, non male... anche se guardando la classifica sono 52° assoluto e 13° di categoria... ammazza quanti giovani promettenti!!! Speravo ce ne fosse qualcuno in meno... eheheh. Ma va bene così. Il tempo di cambiarmi ed arriva al traguardo anche Martina, mi stupisce ancora una volta: da me prende solo 24 minuti, me ne aspettavo (e anche lei!) il doppio!
Davvero una bella gara, fatta senza ansie da risultato, che a mio parere non ha nulla da invidiare come percorso rispetto a tante altre competizioni più famose.
Nel finale di settimana prossima sarò “live from Dolomiti”, per la Dolomiti Superbike... e nel resto dei giorni cercherò di pedalare il più possibile, quindi state collegati...
A risentirci!
Mi sono quindi messo in macchina alle sei e mezza... quanta gente verso i laghi già a quell’ora! Ho stampato una cartina della strada velocemente, senza guardarla... mi sembrava di aver capito come raggiungere il posto. Invece... dopo l’uscita dell’autostrada cerco di seguire i cartelli, ma non mi ritrovo... un paio di volte ho la sensazione di percorrere le stesse strade in senso inverso. Arrivo quasi in riva al lago... e mi accorgo che c’è qualcosa che non va. Trovo un vecchietto, chiedo... ma mi risponde (con una risatina) che ho sbagliato strada. Mi dà le indicazioni, elencandomi i paesi che dovrò attraversare... ma dopo 100 metri già ho dimenticato tutto. “Ce la farò....”, mi ripeto. Infatti, finalmente vedo un cartello con scritto “Zone”: uuuuuuhhhhh....salgo, salgo, salgo... tornanti, tornanti, tornanti... e sono a Zone. Un paesino minuscolo, con le stradine
Davvero una bella gara, fatta senza ansie da risultato, che a mio parere non ha nulla da invidiare come percorso rispetto a tante altre competizioni più famose.
Nel finale di settimana prossima sarò “live from Dolomiti”, per la Dolomiti Superbike... e nel resto dei giorni cercherò di pedalare il più possibile, quindi state collegati...
A risentirci!
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