Appuntamento per la partenza alle 6.45 con Icio, alla rotonda dell’autostrada vicino a casa mia. Puntualissimi partiamo sotto un cielo coperto, mentre durante la notte è caduta qualche goccia. Raggiunto il palazzetto della verifica tessere, montiamo il numero e partiamo a fare un po’ di riscaldamento. Ci spostiamo quindi in zona griglie, ma ci accorgiamo che c’è una fila immensa a causa della vidimazione del chip per la quale si passa uno alla volta (per dare un’idea della fila io non vedevo neanche dove era situato il controllo). I miei compagni di squadra Matteo e Davide fortunatamente hanno il chip alla caviglia: lo tolgono ed in un attimo riescono a farselo controllare. Io invece ne ho uno “old-style”, montato sulla bici, e quindi mi tocca fare la coda. A questo punto mi pongo alcune domande: perchè certa gente vuole partire in griglia davanti? Gente con maglia modello t-shirt, zainetto o marsupio contenenti il kit di sopravvivenza che ha utilizzato Hans Kammerlander per la conquista del K2, siero antivipera etc etc... non critico chi assume queste sembianze però ognuno deve avere rispetto per gli avversari, e l’umiltà di lasciare passare chi va più forte. Analizziamo il mio risultato finale: sono arrivato 23° assoluto quindi la logica sarebbe stata che io partissi col pettorale 23, invece avevo davanti centinaia e centinaia di persone. Premesso che ormai sappiamo che sarà impossibile avere un ranking nazionale che permetta un’assegnazione dei pettorali corrispondente al reale valore di un atleta, e che in fondo in fondo gli organizzatori non ne hanno colpa, tutto sta nelle mani di queste persone. Sono coloro che dicono “nooooo, io faccio la gara solo per divertirmi, per vedere i paesaggi... non mi interessa il risultato, non mi alleno mai”... E allora cosa ti metti a fare in prima griglia? E allora cosa fai a fare la coda 1h prima della partenza, quando la gente normale e che può aspirare ad un buon piazzamento è in giro a scaldarsi? E in griglia non mollano il posto, nè si fanno da parte per farti passare, per niente al mondo. Io sono una cacchetta come tantissimi altri, però da anni non mi piazzo malissimo nelle gare, ed ancora combatto con certe situazioni e certe persone. Giustifico più volentieri il “non rispetto” per l’avversario, se ci fosse, tra i primi che si giocano la vittoria... ma questa forma di arroganza proprio non la sopporto.
Finita la divagazione, passo ora a raccontare la cronaca della mia gara... Ad un certo punto mi sembra di sentire un “VIA!”, e così è. Partenza su asfalto in leggera salita e comincio a superare, superare.... entriamo nello sterrato e faccio un sacco di strada sulle rivette a lato della carrabile, ma è l’unico modo di passare. Comincia la salita e la faccio a tutta... è necessario. Sorpasso-sorpasso-sorpasso e raggiungo quasi in cima Matteo. Supero anche lui e cominica un falsopiano, seguito da una D-I-V-E-R-T-E-N-T-I-S-S-I-M-A discesa in single track su fondo roccioso. Scendo abbastanza forte, potrei fare ancora meglio ma quello davanti a me mi rallenta leggermente. In fondo alla discesa c’è un lungo tratto pianeggiante e rimaniamo in quattro, ma da dietro rientra il gruppo con Matteo. Da qui un sacco di km di pianura, io sono abbastanza stanco perchè sono partito fortissimo e devo recuperare. Cerco di stare a ruota il più possibile, ci spostiamo verso il Montorfano e percorriamo un single track tutto saliscendi per qualche km. Una svolta a sinistra ed inizia la salita... pensavo di essere ancora stanco, invece sorpasso parecchie persone così come Matteo. Non ricordo, quantomeno nel recente passato, una brillantezza tale in salita... forse neanche l’anno scorso: peccato non conoscere il tracciato e non poter osare di più. In cima la salita è proprio dura, Matteo mi dice “occhio che qui rampa” e mi “stanco” tutto d’un tratto. Una rapida discesa d’asfalto ed un pezzo in costa anch’esso divertente portano verso un single track tutto a curve ed appoggi per scendere dal Montorfano. In una curva Matteo si sbilancia e cade, passo ma mi trovo da solo nel successivo pezzo in pianura. Ci ricompattiamo, siamo un gruppo di una decina ma per km e km tiriamo solo io e Matteo, sproniamo gli altri a darci i cambi ma non lo fanno. Che asini. A tirare tutti, in dieci, potevamo andare come missili. Decidono di “sedersi” in quella posizione e proseguiamo. Ad un certo punto facciamo un suggestivo passaggio nel parcheggio sotterraneo di un centro commerciale, è gigantesco! Questa proprio mi mancava! Usciamo ed io ritorno ad essere un poco stanco, non riesco a far girare bene il rapporto in pianura. Mi aspettavo che ormai la gara fosse finita, e tutta in pianura... invece si susseguono molti strappi, alcuni piuttosto duri. Finalmente arriviamo verso il traguardo, praticamente in fila indiana senza disputare la volata... ma mi va bene così. Sono convinto che partendo davanti avrei potuto fare di meglio... le premiazioni sono poi lunghissime, e devo far aspettare un sacco il povero Icio per poter tornare a casa. Prossimo appuntamento: domenica 6 Maggio a Berbenno, dove se mi piazzo bene (o comunque meglio di altri) posso conquistare la maglia di leader del Circuito Tre Province!
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