Appuntamento con la quarta tappa del Tre Province, ad Erba per la Granfondo del Triangolo Lariano: una gara durissima, ma a mio parere uno dei percorsi più belli tra quelli che ho fatto. Espongo subito il suo problema principale: c’è sempre la nebbia! Ebbene si, su tre edizioni per due volte in cima ai monti non si vedeva NULLA, peccato perchè quelle zone le conosco abbastanza bene ed il paesaggio in caso di bel tempo è davvero fantastico. Dopo aver fatto bello per tutta la settimana, al risveglio domenica mattina il cielo era coperto. Le previsioni davano addirittura acqua, ed infatti le cime delle montagne erano coperte da nuvole minacciose, ma sino all’arrivo a Erba il tempo è stato asciutto. Per la nostra squadra, che ricordo ai numerosi lettori di questo blog (abbiamo abbondantemente superato le mille visite!!!) essere il Team RGB Falchi Blu Full Dynamix, partecipavamo in tre: io, Davide e Matteo.
Ritiro il pettorale ed è il 43, buono, e noto anche che le griglie sono scaglionate con cognizione di causa. Un po’ di riscaldamento con alcuni ragazzi dell’NSR Torrevilla, molto tranquillamente perchè (quantomento per quel che mi riguarda) il risveglio è stato parecchio traumatico, se non avessi puntato la sveglia probabilmente sarei andato avanti a dormire fino a mezzogiorno! Le voci che circolano non sono per nulla buone.... “Piove a Capanna Mara”, dicono i più... ahi ahi ahi. Avendo un numero basso con griglie composte da poche persone posso “permettermi” di entrare in griglia all’ultimo quarto d’ora, dopo di che vengono tolte le fettucce e guadagno ancora qualche posizione, adesso sono in seconda fila. Viene dato il via e, come OGNI VOLTA, le ragazze schierate in prima fila hanno difficoltà ad agganciare il pedale (forse si emozionano!) ed anche io metto giù il piede perchè ci si tocca dentro un po’ tutti. Ovviamente nessun rancore
contro queste... addirittura sentivo che tra di loro si consigliavano su come partire per farci passare e non creare impicci: brave! Inoltre, la gara è dura e ci aspetta come pronti-via un’oretta abbondante di salita... dove si può recuperare parecchio. I primi km, su salita decisamente agevole, li faccio nelle primissime posizioni poichè nessuno ancora attacca. Volendo potevo scattare davanti al gruppo... ed infatti Matteo lo fa! Guadagna una ventina di metri ma viene riassorbito dopo circa un minuto. Dopo un tornante a destra cominciava la salita “vera”, ma la macchina d’epoca apri-pista praticamente si ferma in mezzo alla strada, ed in molti le finiscono addosso. Io perdo parecchie posizioni, sono attorno alla trentacinquesima. Affronto con calma il primo km, per non strappare... cerco di salire col mio passo. Prendo un buon ritmo, e guadagno qualche posizione. Riprendo prima Matteo, poi Davide, ma all’inizio dello sterrato Matteo mi ri-sorpassa pur rimanendo a vista. Percorriamo quindi tutta la salita della “Salute”. All’uscita sull’asfalto formiamo un quartetto con me, il Gio Barte, un corridore del Franzi e Candelpergher (foto a destra da www.cicloteamcanzo.it). Procediamo per un po’ assieme, anche sulle prime rampe della salita di Capanna Mara, ma preferisco salire del mio passo e mi sfilo perdendo una ventina di metri (la decisione si rivelerà pessima, era meglio tener duro), ed anche il gruppetto davanti si mischia ad altri corridori. Arriviamo infine alla Capanna Mara, in uno scenario quasi surreale.... immersi nella nuvole, con una visibilità bassissima. Qui è posizionato anche il ristoro, e mi passano un bicchiere di Enervit caldo... lo sento con piacere: ehi che freddo che fa!!! Breve discesa e si riprende a salire verso il Rifugio Riella, che incontrerò dopo qualche km di strappi. A questo punto, al termine della discesina, succede “un qualcosa”: la visibilità diminuisce ancora, e non vedo nessun corridore nè davanti nè dietro di me.
Ritiro il pettorale ed è il 43, buono, e noto anche che le griglie sono scaglionate con cognizione di causa. Un po’ di riscaldamento con alcuni ragazzi dell’NSR Torrevilla, molto tranquillamente perchè (quantomento per quel che mi riguarda) il risveglio è stato parecchio traumatico, se non avessi puntato la sveglia probabilmente sarei andato avanti a dormire fino a mezzogiorno! Le voci che circolano non sono per nulla buone.... “Piove a Capanna Mara”, dicono i più... ahi ahi ahi. Avendo un numero basso con griglie composte da poche persone posso “permettermi” di entrare in griglia all’ultimo quarto d’ora, dopo di che vengono tolte le fettucce e guadagno ancora qualche posizione, adesso sono in seconda fila. Viene dato il via e, come OGNI VOLTA, le ragazze schierate in prima fila hanno difficoltà ad agganciare il pedale (forse si emozionano!) ed anche io metto giù il piede perchè ci si tocca dentro un po’ tutti. Ovviamente nessun rancore
Continuo così per molti km, in un silenzio assoluto ed una visibilità talmente ridotta che non capisco se la strada sta per salire o scendere (ed io quei sentieri li conosco!!!), una cosa davvero incredibile. Un paio di scrosci di pioggia mi fanno percepire ancora più freddo, in quel momento mi pento di non aver portato nè una mantellina nè dei manicotti. Proseguo sui saliscendi, sempre da solo, ma ad un tratto mi chiedo: ma non è che ho sbagliato strada??? O forse hanno sbagliato strada gli altri, è impossibile che io non raggiunga nessuno e che nessuno mi raggiunga. Nell’assoluto silenzio, in mezzo ai monti, riesco a sentire il mio respiro e non è affannato... non sto spingendo, non avendo stimoli. Unico altro rumore che sento sono i sassolini che scricchiolano sotto le ruote, che spettacolo!!! Finalmente mi immetto sulla carrabile che porta verso la colma... ci arrivo e trovo parecchia gente, con anche il Gero per il rifornimento. Comincio il tratto inedito, un single track impervio che mi obbliga a scendere a piedi nell’ultimo tratto, e dietro di me sento una bicicletta che si avvicina... è Davide. Dopo un sentierino in costa ci portiamo sullo “stradone” verso il San Primo, mi attacco alla sua ruota e mi fa una buona trenata. Comincia quindi una delle discese a mio parere più pericolose, una lunga mulattiera molto veloce. Davide guadagna un centinaio di metri poichè mi trovo in difficoltà a fare un sorpasso, e cominciamo il “mitico” Muro di Sormano. Sono deciso a farlo forte, tutto col 32, per cercare di guadagnare qualche posizione. Nel tratto centrale faccio davvero fatica, la tentazione di mettere il 22 è forte... ma riesco a resistere, anche perchè davanti a me vedo due della mia categoria. Non riesco a raggiungerli, ed in generale il muro non lo affronto come vorrei. Scollino, altro rifornimento con Gero, Francesco e la Chiara, e comincia la discesa... ancora da solo. Scendiamo a Rezzago, con dei saliscendi sterrati, ed ancora sono da solo. Nella tecnica discesa di Enco scendo abbastanza bene, sono soddisfatto... ma non raggiungo nessuno. Un lungo tratto pianeggiante, per la maggior parte asfaltato, porta verso Canzo... ma ancora una volta sono da solo, e la sensazione è che sto perdendo secondi su secondi. La gamba è migliore del previsto, ma non riesco a recuperare su alcun corridore.... in gruppo quei tratti li avrei fatti almeno a 10 km/h in più. Comincia la salita di Canzo, me la ricordavo più dura.... e la faccio abbastanza forte, ma all’orizzonte ancora nessuno. Ultimi km in discesa, arrivo al tratto in cui due anni fa sono caduto facendomi MOLTO male e quindi tiro un po’ i freni.... penso di essere giustificato!!! Taglio il traguardo mediamente soddisfatto, soprattutto per non essere saltato come a Morbegno (e la durezza della gara era quantomeno paragonabile, se non maggiore). Il risultato finale è 28° assoluto e 6° tra i Mastersport 2: non malaccio, una prestazione che mi fa ben sperare per la Marathon Bike di domenica prossima, che prevede un percorso che ben si addice alle mie caratteristiche. Terminata la gara davvero OTTIMO pizza-party... e ricche premiazioni. Ancora una volta i complimenti agli organizzatori!!!
A risentirci!
A risentirci!
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