sabato 14 luglio 2007

Maratona dles Dolomites, seconda parte: la Valtellina! (by Gianluca, Michela, Uccio. Guest star: il tato!!)

Buona lettura.

Martedì 3 Luglio.
Dopo una dormita gigante, inizia la seconda parte della vacanza ciclistica, quella che avrebbe dovuto portare ad ottenere una condizione invidiabile. Invece, a fine settimana, noteremo che i sintomi della stanchezza ancora non sono stati smaltiti.
Dunque, si diceva che il sonno è sicuramente servito a ritemprare forze perse nel week end sulle Dolomiti. Il tempo promette abbastanza bene ma non così bene da andare a fare il Gavia come si pensava da tempo. Allora decidiamo di improvvisare: l'uscita dalla rampa del garage invita alla discesa, verso Tresenda. Ci dirigiamo giù dal passo dell'Aprica per circa 6 /7 km. Ad un certo punto il freddo si fa sentire quindi , al tornante della casa cantoniera, decidiamo di girare a destra e iniziare una salita; quella del passo Santa Cristina.
Le pendenze iniziano dolci e poi diventano severe. Volevamo stare sotto i 160 bpm, ma notando lo sforzo che stiamo facendo ci diciamo "dai, non sopra i 170, mi raccomando!!!!!!!" A mano a mano che si sale si alza anche la pendenza e allo scollinamento, dopo due tornanti veramente difficili, il cardio segna 183 più o meno. Proprio due uomini di parola...!!!!!!!!!!!!!!
Ci dirigiamo ancora qualche km più in quota fino a raggiungere il paesino di Trivigno. Da qui decido di improvvisare una deviazione dal percorso classico che porta al Mortirolo per scendere lungo una stretta picchiata fino a Tirano. La discesa è interminabile, nel tratto finale diventa molto impegnativa. Addirittura fanno male le mani da quanto il freno è sollecitato. Allego il grafico delle pendenze e ricordo circa 10 anni fa quando l’avevo fatta in salita: un gran calvario.
A questo punto le scelta è abbastanza obbligata; svolta a sx per rientro all’Aprica lungo la salita da Tresenda o svolta a destra per raggiungere Mazzo in Valtellina? Ovvio, andiamo a sinistra, percorrendo una provinciale ampia e riscaldata dal sole per circa 7/8 Km, indi svolta a nuovamente a sinistra e foto sotto il cartello.
Si comincia: Carlo inizia a spingere tosto (ricordo che ha il 39 davanti) , io spero che rallenti, poi mi rendo conto che quella è la sua minima andatura di crociera al fine di non far scendere la frequenza di pedalate a livello della velocità di scalata. Vabbè, c’è da soffrire per minimo un’ora.

I primi 2 km sono gestibili, poi ne iniziano 4 veramente allucinanti…ogni tanto sulla strada c’è scritta la pendenza, sempre superiore al 15%. Il cuore pompa di brutto , dopo un po’ si attesta a 175. Ad un certo punto decidiamo di fermarci per una foto.
Ci raggiunge un tipo di Malta che aveva partecipato anche lui, due giorni prima , alla Dolomiti. Ripartiamo, e facciamo circa 2 km a ritmo controllato, mentre l’ultimo Km è veramente infuocato; si accelera, tolgo 2 denti e poi altri due, gli ultimi 300 metri sono a tutta e il cuore arriva a 190 !!!!!!!!!!!!!!!!!! Devo dire che la freschezza non manca, mettiamola così, visto che la promessa iniziale non è più rispettata. Arriva Carlo subito dopo, foto di rito sotto il cartello e , per evitare il freddo (ci saranno 10 gradi) si procede di buona lena per circa 25 Km scendendo verso Aprica. In totale avremo fatto circa 80 Km , più di 2000 m. di dislivello e sicuramente tanta tanta fatica. Ma che bello!!!
Mercoledì 4 Luglio.
Oggi il risveglio ci vede pimpanti........C'è voglia di far fatica e sperando che il tempo sia bello l'intenzione prevede destinazione passo Gavia. Partiamo verso le dieci dopo un'abbondante colazione. Il cielo è limpido ma dietro le montagne che separano Valtellina da Valcamonica si intravedono dei nuvoloni neri. Oggi l'uscita dal box ci spinge a sinistra e scendiamo il passo dell'Aprica verso Edolo. A mano a mano che i km passano in discesa le nuvole diventano sempre più nere e si aggirano proprio da Ponte di Legno in su, verso il Gavia. Chissà a 2700 metri di quota che succede? Meglio non rischiare..perchè non provare a fare il Mortirolo da Monno? Da Edolo saliamo per 5 o 6 km ad un ritmo controllato. Al bivio per il passo decidiamo di iniziare la salita, anche se le nuvole ci piombano sulla testa e cominciano a scaricare le prime gocce; allora decidiamo di abbandonare anche il Mortirolo dopo solo 3 km di salita. Si gira indietro, riscendiamo a Edolo, riprendiamo il passo dell'Aprica.............ad un certo punto mi torna in mente una vecchia strada che avevo fatto anni fa in macchina e che era veramente dura. Perchè no? Proviamo....ricordo pendenze estreme, Ok i rapporti li abbiamo, vediamo che succede. Si comincia fino al paesino di Doverio con pendenze accettabili, da qui in poi sarà un qualcosa di tremendo.......
La salita sale a gradoni, ma che sbalzi........Si alternano tratti dove stare in sella significa non riuscire a procedere (almeno in fuori sella si tira di più di braccia) anche con parecchie sgommate causa brecciolino e pendenza da mulattiera. Ogni tanto c'è scritto 18%, 22%, 20%.......roba da camosci.......ad un certo punto un cartello arrugginito indica 25%, mai fatta una cosa del genere se non in Mtb, ma col rampichino. La salita è lunga lunga e allo scollinamento ci rendiamo conto dello sforzo immane.....Siamo stanchi ma c'è ancora da pedalare perchè le nuvole tornano a minacciose. Nella discesa verso Aprica addirittura becchiamo 3 grandinate, delle quali, la seconda ci ha ben martellato in testa. Cmq in un attimo voliamo i 25 Km di discesa dal monte Padrio (culmine della salita inedita) e atterriamo nel box di casa soddisfatti della pedalata di circa 3 ore e mezza. In serata diventa obbligatoria una pizzoccherata gigante, preceduta dai tipici sciatt valtellinesi. Un buon Sassella accompagna il tutto e soprattutto serve per brindare alla "domata" salita del Monte Padrio.
Giovedì 5 Luglio.
"Se aumenti sopra i 150 mi incazzo come una iena....." E' lo slogan che ci ripetiamo io e Uccio dal giorno prima. Oggi devo dire che siamo stati rispettosi della promessa. Usciamo verso le 10.00, riempiamo la borraccia ad una fontana e col 27 fisso saliamo verso il pian di Gembro. Non che serva per fare la scalata, ma per star tranquilli........Saliamo chiacchierando fino al lago della Guspessa, da qui direzione Mortirolo, foto al passo, discesa stile Ben Bostrom verso Edolo e risalita al passo dell'Aprica con pendenze del tutto tranquille, anche se in qualche tratto potevamo risparmiarci un poco di più. Totale 3h di pedalata , il giusto per chiudere degnamente una 3 giorni che rimarrà sicuramente nei nostri ricordi ciclistici.

(nota del Guslo: foto e grafici delle salite li trovate nella photogallery)

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